20 Aprile 2021 / HumusJob

Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fiori. Parte 1

L’idea di Humus Job è nata in una zona marginale del Piemonte occidentale e ora ha un respiro nazionale. Un’idea che è sbocciata grazie alla forza del Team, delle aziende agricole che Elena, Claudio e Luca hanno incontrato in questi anni e alle relazioni virtuose che si sono generate.
Il 21 marzo è un giorno dell’anno simbolicamente forte: è il primo giorno di primavera, la natura si risveglia, il lavoro nei campi riprende vita; ed è anche il giorno dedicato alla memoria delle vittime di tutte le mafie nonché la giornata internazionale per l’eliminazione della discriminazione razziale.
Nel 2019, Humus Job ha scelto questo giorno dell’anno per fondare la propria impresa: una startup innovativa a vocazione sociale che si pone come soluzione ai problemi più comunemente riscontrati dalle aziende agricole in fase di assunzione e regolarizzazione di risorse umane e fornisce agli imprenditori agricoli soluzioni facilmente implementabili legando esigenze delle aziende, diritti dei lavoratori, economie locali e sostenibilità.

Ma la nascita di Humus Job, dell’idea, risale al 2018. Ora ha respiro nazionale ma è nata in una piccola valle della provincia di Cuneo, la Valle Grana.
Ed è nata dalla dedizione dei 2 fondatori, impegnati da anni in progetti di sviluppo territoriale e di integrazione di migranti: Elena Elia, psicologa e psicoterapeuta cuneese, che lavora da anni nell’ambito della migrazione e in progetti di attivazione di comunità insieme a Claudio Naviglia, CEO di HUMUS e antropologo torinese e trasferito a Cuneo da qualche anno.

Nel 2017 l’accoglienza dei richiedenti asilo crea fratture nelle piccole comunità. Gli stranieri sono i nuovi cittadini delle piccole comunità montane e la loro presenza obbliga gli attori locali a interrogarsi e immaginare nuovi modi di stare insieme.

Elena e Claudio, nel 2015 hanno fondato un’associazione di promozione sociale – MiCò APS – con l’obiettivo di favorire inclusione sociale e lavorativa di richiedenti asilo e rifugiati: accoglienza dal basso con il sostegno di cittadini cuneesi attivi, progetti di intercultura, azioni di promozione sociale contro le discriminazioni e per l’inclusione delle persone straniere.

Nel frattempo, nel 2016, a Monterosso Grana – un comune di 500 residenti nella media Valle Grana – la Prefettura di Cuneo ha stabilito l’apertura di un Centro di Accoglienza Straordinaria per richiedenti asilo. La popolazione, anche fomentata da alcune parti politiche in disaccordo con una politica dell’accoglienza, ha manifestato le proprie preoccupazioni e si è opposta all’apertura del centro, per timore, per mancanza di conoscenza, per contrastare una decisione imposta dall’alto senza coinvolgimento della popolazione. L’amministrazione comunale ha deciso di affidarsi a esperti di immigrazione per preparare la propria comunità all’arrivo dei migranti e provare a ricucire la frattura che inevitabilmente si è creata tra i cittadini. L’apertura del Centro non era una scelta e le contestazioni non hanno avuto successo ma sicuramente delle conseguenze importanti nel tessuto sociale e nelle relazioni per un piccolo abitato come Monterosso Grana: infatti, i cittadini si sono divisi in modo netto tra coloro che era d’accordo e coloro che non volevano migranti nel proprio comune.
Qui è entrata in gioco l’associazione MiCò che si è messa in ascolto del territorio e in dialogo con i suoi attori: amministratori, cittadini, imprese locali. Questo processo si è evoluto nei mesi e ha portato a un progetto (che oggi compie 5 anni) che  vede dialogare attori economici, per lo più legati al mondo dell’agricoltura, pubblici, residenti e nuovi cittadini.

L’intuizione di Elena e Claudio è stata la base di tutto quello che è oggi Humus Job: creare opportunità lavorativa per i nuovi residenti, i migranti, ascoltando le esigenze economiche delle aziende e costruendo insieme a loro un modello sistemico facilmente assorbibile dal territorio stesso.
E’ nato in questo modo uno sportello lavoro per mettere in contatto potenziali lavoratori e imprese locali, un corso di formazione in agricoltura applicata co-progettato con le aziende stesse ed è stato attraverso questo lavoro sul territorio che l’associazione MiCò è entrata in contatto con un gruppo di aziende, per lo più agricole, in dialogo per costruire una rete che potesse favorire la collaborazione e la condivisione.  Ed è qui che Elena e Claudio hanno conosciuto Luca, educatore che 5 anni fa si è convertito all’agricoltura aprendo una piccola azienda agricola biologica a Bernezzo (CN), oggi parte integrante del Team di Humus Job.

MiCò lavorava – e lavora tutt’ora – per l’inclusione dei migranti e la rete di aziende agricole volevano valorizzare la valle in cui vivono, creando occasioni di sviluppo economico comunitario. L’idea di unirsi è sorta dunque dal pensiero che i piccoli attori economici di un territorio possano creare lavoro e integrazione unendo le forze e cominciando a lavorare in rete.

In quello che stava nascendo in Valle Grana, Elena, Claudio e Luca hanno iniziato a intravedere un modello esportabile anche in altre zone del paese, un modello virtuoso che potesse generare risposte per contrastare il lavoro irregolare in agricoltura partendo dalle aziende stesse:

  • favorire la collaborazione tra gli imprenditori agricoli per aumentare la sostenibilità economica delle imprese grazie alla condivisione dei costi;
  • formare la manodopera per garantire agli imprenditori agricoli un supporto maggiormente qualificato;
  • favorire un incontro di domanda e offerta lavoro virtuoso, semplice e garantito e favorire il Job Sharing, ossia la condivisione della manodopera;
  • puntare alla promozione delle aziende virtuose che assumono regolarmente piuttosto che condannare quelle che alimentano il lavoro nero, grigio e le sue derive.

Grazie al tramite della Fondazione CRC, Humus Job ha incontrato Social Fare, un acceleratore di imprese a impatto sociale, ed è iniziato per il Team un lungo percorso di formazione, test sul campo (e tanto tanto lavoro) che ha portato, il 21 Marzo 2019, alla fondazione di Humus srl, Startup Innovativa A Vocazione Sociale.
Quello che è iniziato in quel momento per Elena, Claudio e Luca è stata una nuova partenza perché il percorso intrapreso ha posto le basi per trasformare il loro progetto in una vera e propria impresa a impatto sociale.

Humus Job ha trovato investitori che hanno creduto nella loro idea e nell’impatto sociale dell’impresa. A Novembre 2019 è salito sul loro carro il primo investitore: Crc Innova; a Gennaio 2020 hanno lanciato una campagna di Equity Crowdfunding grazie all’incontro con la piattaforma online Lita.co.
La piattaforma ha avuto grande successo soprattutto sul fronte lavoratori (2.500 lavoratori iscritti in tutta Italia in 6 mesi dal lancio) e alcuni importanti players dell’economia solidale italiana, rilevando la forte valenza etica di Humus Job, hanno iniziato un dialogo con loro e deciso di investire nel sogno di Elena, Luca e Claudio: EcorNaturaSì e AltroMercato sono entrati nella compagine sociale.
Un gruppo industriale vicentino, seguendo il flusso di fiducia, ha consentito a Humus Job di superare la soglia minima per la buona riuscita della campagna di equity crowdfunding ed è entrato nella campagna anche il gruppo SIT, una community molto attiva nell’aggregare e sostenere realtà imprenditoriali a impatto sociale. A cascata, sono seguiti nuovi piccoli investitori e nel giro di pochi mesi Humus Job è riuscita a chiudere la campagna con successo!

Il team di Humus Job non ha mai arrestato il suo viaggio.
Un viaggio che spazia da un lavoro continuo con le aziende e con gli enti del terzo settore che si occupano di inserimenti lavorativi etici, cercando una forma ibrida che possa rispondere alle esigenze di imprese e lavoratori.Anche in questo anno di pandemia, anche durante il lockdown, Humus Job non si è fermato: durante la primavera scorsa, quando sembrava che le imprese non riuscissero a reperire la manodopera e correva voce di quanto la stagione di raccolta 2020 fosse a rischio, è stata lanciata la piattaforma di ricerca lavoro etico; a settembre 2020 quando nuovamente si intravedevano chiusure e restringimenti per il COVID-19, Il team ha rilanciato attraverso uno strumento nuovo e vincente per unire le aziende agricole etiche.
Ed è nato così il Contratto di Rete Humus e grazie al sostegno di tutti i partners incontrati lungo il percorso, il nostro sogno continua.

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Se hai dei dubbi puoi scrivere o parlare con lo staff di Humus Job.