26 Aprile 2021 / HumusJob / Lavoro

Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fiori. Parte 2

Essere e fare in Humus Job: dietro a un’idea ci sono le persone con le loro passioni, le competenze, sguardi singolari ed emozioni. E ci sono le relazioni.
La storia continua. Ed è una storia che racconta di intuizioni, esperienze e competenze maturate negli anni e messe a disposizione di nuove sfide, di soddisfazioni e anche timori, fatiche. E’ la storia di persone che si incontrano e provano a generare un cambiamento sostenibile.
Humus Job ha cominciato a interrogarsi rispetto alla propria grande sfida: come sperimentare e mettere  a sistema il modello ed esportarlo anche in altri territori? 

Elena è una psicologa e psicoterapeuta sistemico-relazionale, co-fondatrice e Presidente dell’Associazione di promozione sociale MiCò di Cuneo. Lavora da 15 anni nel campo della migrazione. E per anni, ha inoltre lavorato in progetti di attivazione di comunità, di empowerment giovanile, di gestione di gruppi.

Claudio è di formazione antropologo e ha una decennale esperienza in progetti di attivazione di territorio, inclusione sociale e lavorativa di migranti. Co-fondatore di MiCò APS si è sempre occupato di intercultura, di gestione di gruppi e costruzione di reti, connessioni sul territorio.

Luca è un educatore che per anni ha lavorato in progetti territoriali per l’inclusione sociale e lavorativa di minori, in modo particolare stranieri. Grazie a un’esperienza di agricoltura sociale, si è appassionato a questo mondo e ha scelto di creare una propria azienda agricola biologica in bassa Valle Grana.

Elena, Claudio e Luca hanno quindi alle spalle molti anni di lavoro nel terzo settore. Di quel mondo portano con sé un bagaglio importante, fatto di competenze acquisite e di esperienza maturata: ascolto, costruzione e cura delle relazioni, sguardi altri sui fenomeni, decostruzione di pregiudizi e stereotipi, intercultura, gestione e facilitazione di gruppi, capacità di connettere i sistemi e curare le difficoltà dello stare insieme.
Ma di quel mondo si portano dietro anche i limiti: le logiche a breve termine dei progetti e dei finanziamenti a pioggia che, talvolta, impediscono a una buona pratica di essere impattante e di lungo periodo.

Per riuscire a raggiungere il proprio obiettivo – il contrasto del lavoro irregolare in agricoltura – Elena, Claudio e Luca hanno esplorato le diverse forme di possibile finanziamento. Forma diverse che, ibridando un modello, permettessero alla giovane impresa di trovare l’alveo più funzionale per tenere insieme tutti i piani coinvolti e per mettere in campo (e a disposizione delle aziende, dei lavoratori, dei territori, di un cambiamento) le competenze multidisciplinari del team E da questa esplorazione è nato un nuovo incontro, quello con il mondo delle imprese a impatto sociale.
Il mondo dell’impact (dove l’inglese regna sovrano!) è un fenomeno in crescita nel nostro Paese, seppur di recente importazione; un modello che cerca di ibridare sociale e economico, profit e no profit: il profitto cede un po’ di terreno alle logiche del bene comune, e il welfare si lascia contaminare dalla finanza per una maggiore sostenibilità economica.

L’intuizione di Humus Job: attraverso la collaborazione in rete tra le aziende agricole e corsi di formazione si possono generare incontri virtuosi e assunzioni in sharing aumentando la sostenibilità economica delle piccole imprese e favorendo inclusione lavorativa e sociale stabile per i migranti.

L’intuizione di Elena e Claudio è stata la base di tutto quello che è oggi Humus Job: creare opportunità lavorativa per i nuovi residenti, i migranti, ascoltando le esigenze economiche delle aziende e costruendo insieme a loro un modello sistemico facilmente assorbibile dal territorio stesso.
In quasi 4 anni, il progetto di Humus Job si è modificato. Ciò che caratterizza Elena, Claudio e Luca è la grande capacità di osservare e analizzare i fenomeni, sempre in ascolto delle persone, delle aziende, degli stakeholder ma, soprattutto, la tenacia e l’amore per le sfide e la giustizia sociale. 

E, partita dalla piccola Valle Grana, in pochi anni Humus Job è diventata una giovane impresa impegnata a favorire la regolarità delle assunzioni, fornendo servizi funzionali e pratici per le aziende agricole su scala nazionale. 

La grande sfida di Humus Job <<è il contrasto del lavoro irregolare in agricoltura e la costruzione di un mondo del lavoro agricolo più equo collaborando con le aziende stesse e fornendo loro strumenti pratici per aumentare la propria sostenibilità economica così da aumentare la capacità di assunzioni regolari>> come dice Claudio. 

Una mission che nasce dalla conoscenza decennale dei membri del team rispetto alle tematiche migratorie e delle conseguenze importanti che ricadono sulle persone, soprattutto se straniere, quando le condizioni di lavoro non sono regolari e non garantiscono l’accesso ai diritti di base: sicurezza, continuità, regolarità dei contratti che portano a precarietà della condizione burocratico/legale e, di conseguenza, scarsa qualità della vita, isolamento sociale, prevaricazione, ricattabilità.
Una sfida per Elena, Claudio e Luca anche dal punto di vista personale perché costruire Humus Job, e crederci fermamente, ha significato decidere di investire tempo e risorse per formarsi, per farsi conoscere, per raccontarsi, per definire sempre meglio il modello e farlo decollare.
Il loro obiettivo è generare un cambiamento, economico e culturale, nel mondo dell’imprenditoria agricola e, ricordando la nascita e l’importanza di essere e fare insieme alle aziende, sono tornati all’humus originario costruendo una rete di aziende agricole che condividono il valore della collaborazione e della condivisione e che mirano a essere sostenibili dal punto di vista sociale, ambientale ed economico.
Secondo Humus Job la sostenibilità economica genera condizioni favorevoli per contrastare il lavoro irregolare in agricoltura e le derive di sfruttamento e caporalato.

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