28 Giugno 2021 / Humus Job

I Tesori inestimabili della Terra

La Cooperativa I Tesori della Terra è una piccola cooperativa agricola della provincia di Cuneo, nata nei primi anni duemila, dall’unione di due realtà che già praticavano il metodo biologico, e che facevano parte dell’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII.

Abbiamo avuto modo di conoscere meglio questa bella realtà nel 2018 durante il percorso di accelerazione per startup innovative a vocazione sociale di Social Fare a Torino. 
Li conoscevamo già da tempo perché viviamo nello stesso territorio e, ancora prima che I Tesori della Terra diventassero una realtà di rilievo nazionale come lo sono ora, a Cuneo e in provincia avevamo già la fortuna di poter acquistare (e gustare) i loro prodotti.

© Coop. I Tesori della terra

Da inizio aprile hanno deciso di entrare a far parte della Rete Humus: hanno sposato la nostra idea perché ne condividono i valori alla base e hanno deciso di unirsi al network di aziende etiche che si sta ampliando. 

Abbiamo così avuto l’occasione per conoscerli meglio, capire più a fondo cosa fanno, come lo fanno e perché. Siamo passati, grazie a questo incontro e al percorso che hanno deciso di intraprendere con noi, dall’etichetta e quello che ci può mostrare a tutto ciò che c’è dietro di essa.
La prima cosa che ci ha incuriosito è la nascita dell’idea di creare una cooperativa agricola unendo due realtà, avviate e importanti, già esistenti. “L’idea di unire due aziende in un’unica realtà cooperativa – ci racconta Fabrizio Oggero, Amministratore della Cooperativa – è nata dalla volontà di unire le idee e le forze in modo da amplificare i risultati e condividere gli sforzi in un’ottica di cooperazione non solo lavorativa ma anche di cooperazione tra storie e relazioni di persone”.

L’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII si interseca con la Cooperativa, anzi ne è parte integrante, in quanto sia i fondatori che la maggior parte delle persone che lavorano all’interno della cooperativa sono membri della Comunità. Gli ideali che muovono le scelte dei singoli sono fortemente influenzati dalla scelta di aderire a questa Comunità, ossia di aderire a un modello, a una scala di valori perché “la Papa Giovanni XXIII è un’associazione di laici che si propone di dare un supporto concreto alle persone che si trovano in situazioni di difficoltà temporanea o permanente” ci spiega Maurizio Bergia, Presidente della Cooperativa.

La storia della Cooperativa I Tesori della Terra è strettamente connessa a quella di questa comunità laica e alla storia dei due imprenditori che hanno fatto diventare realtà un loro grande sogno. Un sogno che, grazie a tanta fatica e impegno, ha potuto germogliare diventando una realtà lavorativa capace oggi di autosostenersi producendo, trasformando e commercializzando prodotti biologici d’eccellenza, in grado nel contempo di integrare e valorizzare al suo interno persone in difficoltà.
I due imprenditori che hanno seminato il germoglio di questa azienda e ne hanno curato la crescita sono Livio Bima e Dario Manassero.

Livio Bima ha 60 anni e nella vita ha toccato con mano la terra e ha sperimentato. In gioventù, dopo la maturità, infatti, ha iniziato un periodo di ricerca per capire come spendere la propria vita a favore delle persone in difficoltà. Le sue radici familiari affondano in una casa a San Bernardo (Cuneo) e desideroso di produrre cibo di qualità e sostenibile per la nostra Madre Terra, ha iniziato a coltivare insieme ad alcuni amici ortaggi con metodi naturali, metodi che oggi verrebbero annoverati tra quelli tipici dell’agricoltura biologica ma a quei tempi questa non era ancora regolamentata. Livio dunque ha iniziato a fare biologico prima ancora che l’agricoltura biologica esistesse ma a muoverlo c’era già la consapevolezza che l’uso indiscriminato della chimica stesse iniziando a far sentire i propri effetti sulla terra e sui prodotti. Cercando di sostenersi con il proprio lavoro, Livio ha Iniziato un periodo di esperienze tra la coltivazione degli ortaggi e la passione per gli animali e la terra. Da quelle radici familiari contadine, ha ricevuto in eredità l’allevamento di vacche da latte dal padre e ha così iniziato a ragionare come valorizzare al meglio il proprio duro lavoro. Ed è così che Livio ha iniziato a trasformare il latte in yogurt e a venderlo riducendo la filiera e riuscendo a valorizzare al meglio il latte biologico (anche se a quei tempi non era neanche considerato il biologico). La produzione del primo yogurt risale al 1989 ed era a marchio Cascina Bianca.

Dario Manassero, 55 anni e dopo la maturità ha iniziato a lavorare come programmatore per alcuni istituti di credito ma senza riuscire a soddisfare a pieno la propria passione per l’agricoltura. Anche lui, come Livio, ha origini contadine e al desiderio di lavorare la terra si univa la volontà di essere d’aiuto alle persone in difficoltà. Ha seguito questa volontà iniziando a dedicarsi all’accoglienza di persone in situazioni di vulnerabilità  attraverso la rete delle case di accoglienza della Comunità Papa Giovanni XXIII. Dario ha poi conosciuto la futura moglie e, con il matrimonio è arrivata anche la scelta di vivere anche lui a San Bernardo e l’intuizione del potenziale terapeutico del lavoro a contatto con la terra. Da questa epifania e questi giri di vita, Dario ha ripreso le sue conoscenze in agricoltura – le conoscenze che arrivano dalle origini familiari, dall’esperienza fatta in famiglia – e inizia a coltivare ortaggi insieme ad alcuni ragazzi in difficoltà all’epoca ospitati a casa sua.

© Coop. I Tesori della Terra

Dal sogno coraggioso e dalla ostinata dedizione dei fondatori, decisi a creare qualcosa di buono per tutti, ha preso corpo un’esperienza di lavoro agricolo condiviso, sano e all’aria aperta, una realtà produttiva biologica e inclusiva, rispettosa dell’ambiente e delle persone, dove sostenibilità ambientale sociale ed economica era e continuano a essere tutt’oggi gli obiettivi dell’impegno quotidiano.
Il biologico, quando Livio e Dario hanno iniziato, non era riconosciuto e nemmeno cercato come valore. 

Al contrario, agli albori emerge dal racconto come fosse particolarmente difficile far comprendere ai consumatori gli inestetismi dei prodotti come sinonimo di qualità e assenza di prodotti chimici.
Queste difficoltà iniziali sono state lo sprone a migliorarsi producendo sempre meglio senza modificare la propria mission bensì accrescendo la conoscenza delle pratiche agronomiche rispettose dell’ambiente.
Pensando a quanto oggi il biologico spinga e sia sponsorizzato, sorridiamo quando Fabrizio ci racconta di quanto Livio e Dario siano stati derisi perché producevano con metodi naturali: la fatica di produrre era maggiore rispetto al convenzionale e quindi sembrava assurdo dover faticare di più per ottenere di meno.
Anche la promozione e la comunicazione erano molto difficili e i consumatori cercavano poca qualità e un’eccessiva  produzione.

Al metodo di coltivazione biologico (o naturale) si connette strettamente una grande attenzione alle persone, in modo particolare a quelle in difficoltà.
“Alla base della Cooperativa c’è un’organizzazione del lavoro fondata su di una speciale algebra del dare e dell’avere” ci spiega Fabrizio, oggi portavoce di questa esperienza di lunga data.
In che cosa consiste questa algebra del dare e avere è semplice (ma non affatto banale, né scontato): ognuno lavora secondo le proprie capacità e ciascuno riceve in base ai propri bisogni. Di ogni attività non si considera solo la resa, ma anche la possibilità di inserimento per persone con difficoltà, che nel lavoro agricolo della cascina e in quella semi-industriale del caseificio trovano una dimensione sana e costruttiva cui dedicarsi, e, nei casi più fortunati, un vero e proprio percorso verso l’autonomia.

© Coop. I Tesori della Terra

Dalle parole di Maurizio e Fabrizio, e dalla storia stessa di questa realtà agricola cuneese, emerge forte il valore sociale di ciò che fanno. La sostenibilità della Cooperativa I Tesori della Terra, infatti, tiene insieme concretamente il piano ambientale e sociale unendoli a quello economico, fondamentale perché i primi due possano essere soddisfatti e siano concreti.

Chiediamo loro di quali difficoltà si parli, quando ci si riferisce alle persone che lavorano nella cooperativa.
Fabrizio ci spiega che le persone che vengono inserite all’interno della loro realtà possono avere una disabilità fisica o psichica oppure arrivare da un percorso riabilitativo e terapeutico da dipendenze di vario genere oppure ancora sono persone che si trovano in difficoltà abitativa, extracomunitari arrivati in Italia alla ricerca di una vita dignitosa o donne vittime del racket della prostituzione e in fase di emersione dalla tratta. Svariate tipologie di difficoltà dunque come svariati sono gli animi umani e le strade che una persona può percorrere.

“Il contatto con la natura e con gli animali – ci dice Maurizio – aiuta le persone a sentirsi parte di un sistema complesso dove ognuno è parte utile allo sviluppo.” Il contatto con gli animali e la natura accresce in tutte le persone la capacità di caregiving; un aumento della capacità di prendersi cura di altri esseri viventi favorire un aumento a cascata del rispetto  verso la propria persona.
Inoltre, dalle parole di Maurizio e Fabrizio, emerge come l’essere parte di una comunità aiuti ulteriormente queste persone nell’affrontare le proprie fragilità, anche per il valore legato all’agricoltura biologica. Questo tipo di agricoltura, infatti, può essere un grande supporto perché “la terra è fertile e produce anche senza l’uso della chimica e questo aiuta le persone a comprendere come ogni nostro gesto può essere di aiuto nel rispetto e nella cura. La fragilità viene a meno in quanto ognuno di noi può dare il proprio contributo.” per spiegare questo concetto con le parole di chi promuove questi valori nella pratica quotidiana. 
La Cooperativa I Tesori della Terra si muove dunque su un doppio binario ma connettendo sempre i piani coinvolti. Da un lato, la Cooperativa presta la massima attenzione al rispetto dei disciplinari per la produzione biologica stabiliti dall’Unione Europea, dall’altro tende la mano alle persone più fragili.
In questo modo, mentre la produzione vera e propria dei prodotti alimentari è affidata per intero ai tecnici specializzati dello staff della Cooperativa, sono più di venti i ragazzi con difficoltà che si occupano di etichettatura, imballaggio e spedizione dei prodotti, della piccola manutenzione delle grandi aree esterne, del supporto alla cura degli animali e dei campi, della mensa aziendale e di altre mansioni alla portata di ciascuno di loro.

© Coop. I Tesori della Terra

Nel 1989 iniziava la prima produzione di yogurt e dieci anni dopo veniva costruita la nuova stalla di vacche da latte. Risale al 2001 l’inizio della costruzione della nuova struttura del caseificio che è stato poi terminato ed è entrato in funzione nel 2005, in concomitanza con la nascita della Cooperativa I Tesori della Terra che è diventata ufficialmente una Società Cooperativa Sociale, oltre che Agricola, nel 2013.
Dal 2017 I Tesori della Terra ha iniziato a coltivare ortaggi con il metodo biologico. Nel frattempo – perché appunto sperimentazione, innovazione, fermento e idee non si arrestano mai in quei dei I Tesori della Terra – dal 2013, ha preso vita un progetto innovativo: la costruzione di un’ecostalla, un prototipo di stabulazione di vacche da latte incentrato sull’economia circolare, rispettoso del benessere animale e ambientale.

Abbiamo seguito questa progettualità visionaria proprio nel percorso fatto insieme con Social Fare e abbiamo trovato quest’idea veramente interessante, un’idea che abbiamo scelto di raccontare anche qui attraverso le parole di chi l’ha avuta e ha avuto il coraggio di svilupparla e realizzarla.
“L’idea – ci dice dunque Fabrizio – è nata dall’esigenza di ampliare l’allevamento e tornare ad avere l’autonomia della materia prima latte. Quindi si sono analizzati le difficoltà di gestione dell’attuale struttura di allevamento per dare risposte alle varie difficoltà che quotidianamente si riscontrano.” Il progetto nasce dunque dall’idea di voler rispettare sempre di più la terra e gli animali che “lavorano” ogni giorno per garantire la produzione. Come per gli uomini, che se lavorano sereni producono meglio e di più, anche le mucche, se vivono in un ambiente salubre, felice e rispettoso della loro etologia, producono di più e latte di qualità migliore. “Al momento – aggiunge Fabrizio – stiamo valutando la creazione di una stalla funzionale che rispetti il modello dell’ecostalla.”
Ci sono dunque sorprese per l’autunno perché il progetto e la costruzione del modello definitivo dovrebbero arrivare verso settembre / ottobre.

Intanto, da metà degli anni ‘90, per I Tesori della Terra hanno iniziato a crescere anche le collaborazioni commerciali. Dapprima quella con la DO (Distribuzione Organizzata) specializzata nel biologico, poi con EcorNaturaSì (nel 2007) e dal 2012 con la Grande Distribuzione Organizzata.
Sulla GDO la domanda ci sorge spontanea, ossia in che modo stiano riuscendo a mantenere l’equilibrio tra alti standard qualitativi nella produzione, rispetto dell’ambiente e dei lavoratori e inserimento nelle logiche della GDO?
La collaborazione è limitata, rispetto a ciò che viene prodotto dalla Cooperativa. “E’ sicuramente stimolante vedere i propri prodotti sugli scaffali dei supermercati” ci dice Fabrizio. Intuiamo la soddisfazione per essere arrivati anche in quel segmento di commercializzazione e per riuscire a portare, anche nella GDO prodotti di qualità come i loro.
Ma Fabrizio continua confermando quanto sia complesso mantenere saldi i propri principi quando gli interessi tra le parti sono diversi. L’interesse della GDO, infatti, è vendere “mentre noi siamo qualcosa di più di un semplice yogurt”, afferma Fabrizio. 
La GDO ricerca prodotti biologici perché la richiesta di questi è sempre maggiore, ma I Tesori della Terra, come la maggior parte delle aziende che entrano nella Rete Humus non sono solo un certificato, un bollino attaccato su un prodotto.
Sono soprattutto valori e un modo di fare agricoltura che non sta comodissimo nelle logiche economiche della Grande Distribuzione Organizzata ma la Cooperativa I Tesori della Terra ci prova perché bisogna almeno provare a cambiare le cose. 

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