17 Maggio 2021 / Humus Job / Rete

L’Alveare che dice Sì! a Humus Job

Humus Job è una rete d’impresa di aziende etiche, che tramite la collaborazione promuove lavoro regolare in agricoltura; l’Alveare che dice sì! è una piattaforma digitale che connette produttori locali e consumatori, per costruire una nuova filiera alimentare corta. La collaborazione tra le due realtà permetterà alle aziende agricole di Humus Job di accedere a un canale commerciale che promuove un consumo responsabile ed etico, che riconosce i costi di produzione, e rappresenterà l’opportunità, per i produttori parte dell’Alveare, di promuovere e dare rilevanza all’impatto sociale delle proprie aziende, tramite il rilascio del Marchio 100% Etico.

Durante il percorso di accelerazione per startup di SocialFare, Humus Job è entrata a contatto con l’Alveare  che dice Sì!. Un progetto originale, fresco e in rapida crescita, una ventata di novità nel mondo del commercio di prodotti agricoli, nato in un momento in cui ancora esistevano poche alternative strutturate alla Grande Distribuzione Organizzata. Il team di Humus Job ha cercato da subito di instaurare una collaborazione con questa realtà con cui condivide molto, dai valori che promuove agli obiettivi che persegue, per creare insieme una società più equa e sostenibile. 

© L'Alveare che dice Sì!

L’Alveare che dice Sì!, o meglio “La Ruche qui dit Oui”, è un progetto nato in Francia nel 2011, da una visione innovativa. In un contesto in cui la Grande Distribuzione Organizzata prosperava, si è cercato di utilizzare le potenzialità della tecnologia e del digitale per promuovere un’agricoltura maggiormente sostenibile. L’aspetto innovativo si riscontra nella creazione di un ponte tra consumatori e produttori locali, tramite una piattaforma che permette l’acquisto di prodotti direttamente dalle aziende del territorio. 

Il progetto è approdato in Italia nel 2015, quando quattro ragazzi di Torino hanno raccolto il testimone e lanciato la startup innovativa dal nome “Alveare che dice Sì!”, incubata presso l’I3P del Politecnico di Torino. La loro missione era chiara: creare nel nostro paese una rete attraverso cui connettere produttori locali e consumatori, semplificando il contatto tra loro e permettendo la riscoperta di prodotti tipici del territorio. L’obiettivo era costruire una nuova filiera del cibo: corta, locale, di qualità e con un prezzo “giusto” per il produttore.

Questi ragazzi hanno compreso l’importanza di ritrovare e ricostruire un punto d’incontro tra produttore e consumatore, da cui potesse nascere un sistema alimentare più equo, con relazioni di mutuo scambio e di sensibilizzazione. A tal fine era necessario – e lo è tuttora – responsabilizzare e coinvolgere i consumatori che, tramite il loro potere d’acquisto, possono scegliere di sostenere le realtà locali, permettendogli di vivere del loro lavoro, con dignità. Infatti, tramite il meccanismo di vendita dell’Alveare, i consumatori “ordinano” la propria spesa e, acquistando in anticipo, permettono ai produttori di sapere i prodotti venduti, regolare e calibrare la produzione così da evitare sprechi alimentari e risorse. Inoltre, all’interno della rete, i piccoli imprenditori riprendono il controllo sulla definizione dei prezzi, individuando quello ritenuto più “giusto”, rendendo sostenibile il proprio lavoro e di conseguenza anche quello dei dipendenti. 

Tutto ciò si posiziona in contrasto alle logiche di mercato della GDO, insostenibili per le piccole e medie imprese. I prezzi imposti dalla Grande Distribuzione Organizzata, infatti, non permettono la giusta copertura dei costi di produzione e questo genera un forte squilibrio tre grandi aziende, da un lato, e produttori di piccole e medie dimensioni, dall’altro.

Per compensare e riuscire ad avere un minimo di marginalità, alcune aziende si vedono costrette a tagliare alcune spese e più frequentemente quello che viene sacrificato è il costo della manodopera. Questa situazione di insostenibilità economica e di marginalità ridotte getta le basi per il dilagare di pratiche e forme di lavoro irregolare, come nel caso del lavoro nero e grigio e delle derive di sfruttamento come il caporalato, tutte condizioni di lavoro non dignitose per i braccianti agricoli. 

© L'Alveare che dice Sì!

Humus Job è una startup innovativa a vocazione sociale che ha l’obiettivo di contrastare le forme di lavoro irregolare. E’ nata nel 2019 in una piccola vallata nella provincia di Cuneo – la Valle Grana – dall’incontro di Elena, Claudio e Luca con il mondo dell’agricoltura: da un lato, quello legato allo sfruttamento dei lavoratori, dall’altro, quello di piccole imprese virtuose desiderose di costruire un’agricoltura più giusta. La volontà che ha accomunato da subito i 3 – e continua tuttora a spronarli nell’impresa – è quella di contrastare il lavoro irregolare nei campi e tutelare i diritti e la dignità dei lavoratori. Per fare ciò hanno compreso l’importanza di fornire alle aziende agricole strumenti per aumentare la loro sostenibilità economica ed evitare così di ricadere in pratiche irregolari. Nella ricerca di una soluzione hanno individuato le potenzialità dell’essere e fare rete: attraverso la condivisione, la collaborazione tra aziende che si uniscono all’interno di un network, mantenendo ognuna la propria autonomia, è possibile ridistribuire l’incidenza di costi in modo più equilibrato. Humus Job ha concretizzato questo strumento nella formula del Contratto di Rete, che permette di creare connessioni tra realtà virtuose che condividono una visione.

© Paolo Saglia

Nello specifico, la Rete Humus è una rete d’impresa di aziende agricole etiche, formalizzata attraverso un Contratto di Rete nazionale e organizzata in gruppi territoriali. Le imprese che aderiscono sostengono un cambiamento reale nel mondo dell’agricoltura, tramite la collaborazione e la condivisione di mezzi, strumenti, beni e manodopera e il rispetto della dignità dei lavoratori e dell’ambiente. L’unione di realtà virtuose, che collettivamente promuovono una maggiore sostenibilità in agricoltura, operando nel rispetto dei diritti umani e sociali dei lavoratori, rappresenta un tassello, il primo anello di una catena virtuosa e generativa

Tuttavia sono necessari canali commerciali che rispecchino gli stessi ideali e valorizzino gli sforzi sostenuti dalle aziende.

E’ su questo terreno che Humus Job e l’Alveare che dice Sì! si sono incontrati e stanno convergendo: due progetti complementari che si rafforzano a vicenda. 

Il primo, attraverso la condivisione regolare di risorse e manodopera, aumenta la sostenibilità economica delle imprese e, a cascata, riduce le sacche di irregolarità nelle assunzioni e dunque aumenta la sostenibilità sociale delle aziende aderenti alla rete e favorisce una migliore qualità di vita per i lavoratori. Attraverso la Community e il magazine di informazione, inoltre, Humus Job connette lavoratori, agricoltori e consumatori puntando sull’informazione, la sensibilizzazione e la cultura di un consumo critico, responsabile e alternativo. 

Il secondo promuove e diffonde una cultura del consumo responsabile e valorizza i produttori locali, rendendo sostenibile il loro lavoro sul territorio. Si inserisce nei meccanismi legati alla commercializzazione del prodotto tramite una serie di piccole reti locali che connettono produttori e consumatori, eliminando gli intermediari. 

In un primo momento, Humus Job ha collaborato con singoli Alveari dislocati sul territorio e con alcuni produttori parte della rete. Nella provincia lombarda, l’apertura di un dialogo con un Alveare di Milano ha portato all’organizzazione di un evento su agricoltura sostenibile e caporalato, un’occasione di scambio e confronto, oltre che di costruzione di cultura. Tramite un Alveare di Savigliano,  si è creato un ponte con alcune realtà virtuose di quel territorio: Humus Job ha accompagnato 6 aziende agricole nella creazione di un contratto di rete e ha favorito assunzioni regolari di manodopera. 

Con il lancio del Contratto di Rete Humus e del Marchio 100% Etico si è presentata l’occasione di una collaborazione più puntuale e concreta tra le due realtà. 

In particolare, l’Alveare che dice Sì! ha riconosciuto forti potenzialità nel Marchio 100%  Etico di Humus Job, ossia di un sistema che esalti e riconosca l’impatto sociale positivo delle aziende, permettendo ai consumatori di individuare le realtà che assumono regolarmente la propria manodopera. Il rilascio del Marchio 100% Etico è vincolato alla sottoscrizione del Disciplinare del lavoro sostenibile in agricoltura, un documento in cui Humus Job esplicita i valori cardine del contratto di rete e che necessariamente devono essere condivisi dalle aziende che entrano nel network.

L’adesione alla rete e la sottoscrizione del Disciplinare sono affiancati da un percorso di eticità che le aziende devono perseguire, con l’accompagnamento del team Humus Job, se desiderano il rilascio del marchio. Questi sono passaggi fondamentali per attestare e confermare l’eticità di un’azienda, a beneficio dei consumatori e delle altre aziende che si impegnano nel mettere in atto comportamenti virtuosi.

L’incontro tra Humus Job e l’Alveare che dice Si! si consolida e rafforza attraverso convinzioni comuni: la propensione verso una maggiore sostenibilità ed eticità delle aziende è legata imprescindibilmente allo sviluppo di un consumo responsabile dei consumatori. Questi infatti, tramite una maggiore consapevolezza degli effetti sociali e ambientali delle loro scelte d’acquisto, possono contribuire alla creazione di una filiera del cibo etica e sostenibile, premiando le aziende che dimostrano un impegno attivo in questo senso. 

Grazie a questa collaborazione, nella rete dell’Alveare i produttori potranno promuovere la propria eticità all’interno del canale, dando così maggiore rilevanza all’impatto sociale e aumentando lo spettro della sostenibilità delle aziende. Infatti, le realtà della Rete di Humus Job potranno segnalare nella propria scheda dell’Alveare di essere parte del network , oltre che di aver ricevuto il Marchio 100% Etico. 
D’altra parte, le aziende etiche della Rete di Humus Job avranno a disposizione un canale commerciale, a cui dovranno aderire, che riconosce i loro sforzi nell’aumentare e mantenere elevati livelli di sostenibilità sociale, attraverso la possibilità di vendere i prodotti, freschi e/o trasformati, a prezzi equi e corrispondenti al costo di produzione. 

Le potenzialità della rete stanno diventando sempre più evidenti. La sinergia che si crea nella collaborazione tra realtà diverse – ma unite da visioni comuni – amplifica la portata delle singole azioni nel perseguimento di un obiettivo condiviso.

Per questo sarà molto interessante osservare i frutti dell’incontro tra la rete di aziende etiche di Humus Job e quelle dell’Alveare che dice Sì!, comprendere la portata di questa connessione per promuovere e costruire insieme una nuova filiera del cibo: corta, sostenibile ed etica.

Le nostre news sul mondo dell’agricoltura sostenibile

7 Giugno 2021 / Humus Job
Verde Vivace il colore dell’olio di Salla e Antonino
Calabria, olio extravergine d’oliva, una coppia calabro-finlandese e l’idea che il cambiamento in agricoltura passi anche dal lavoro regolare ed equo.
31 Maggio 2021 / Lavoro
La vita dei migranti tra campi e questure
Quali sono le conseguenze del lavoro irregolare per gli stranieri? Il circolo vizioso che attanaglia l'umanità dei migranti tra lavoro e documenti.
24 Maggio 2021 / Rete
“Chi fa da sé fa per tre” o “L’unione fa la forza” ?
Dall'approccio ingegneristico origina il modello economico competitivo, da quello etico il modello cooperativo. E' possibile emanciparsi dalle logiche egoistiche del mero profitto e favorire un’economia partecipata e socialmente equa?
13 Maggio 2021 / Voce ai lettori
Gli invisibili in agricoltura
Come ogni anno sta per iniziare la campagna di raccolta di frutta e verdura nelle nostre campagne. Se è il lavoro degli immigrati a produrre il nostro cibo, quello stesso lavoro scompare dalla vista nella narrazione ufficiale.
10 Maggio 2021 / Lavoro
Lavoro equo e regolare: piccoli passi di consapevolezza
Cause e conseguenze del lavoro irregolare sui lavoratori e sulle aziende agricole in Italia.
3 Maggio 2021 / Rete
La Rete d’impresa di Humus Job: respiro nazionale e organizzazione territoriale
Un contratto di rete per aumentare la sostenibilità delle piccole e medie aziende agricole e contrastare lavoro grigio, nero e caporalato.
29 Aprile 2021 / Lavoro
Articolo 1 della Costituzione Italiana: l’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro.
Il 1° maggio è la festa dei lavoratori: una data simbolica per tutte le lotte, passate e attuali, per il riconoscimento dei diritti e della dignità delle lavoratrici e dei lavoratori.
28 Aprile 2021 / Rete
Seminare Comunità: un piccolo seme pronto a crescere
Finanziato da Fondazione Finanza Etica, un progetto che parte dall'agricoltura per creare nuove comunità a presidio dei territori montani.
26 Aprile 2021 / Humus Job / Lavoro
Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fiori. Parte 2
La storia di Humus Job: esperienza e nuovi incontri, e un modello innovativo per un cambiamento sostenibile in agricoltura.
23 Aprile 2021 / Rete
Reti d’impresa agricole: strumenti per aumentare la sostenibilità.
Un modello per raggiungere obiettivi comuni ancora poco utilizzato. Molteplici vantaggi per una crescita sostenibile.
20 Aprile 2021 / Humus Job
Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fiori. Parte 1
2 anni di Humus Job e il modello di agricoltura in rete per contrastare il lavoro irregolare nei campi e favorire la sostenibilità economica e sociale per le aziende.
15 Aprile 2021 / Lavoro
Come e perché è nata la legge sul caporalato
Come e perché è nata la Legge sul Caporalato. Le battaglie dei braccianti e i morti per sfruttamento in agricoltura che hanno portato alla nascita della Legge sul Caporalato nel 2016 in Italia.
2 Aprile 2021 / Lavoro
Lo sfruttamento a colori, dal lavoro nero al lavoro grigio
Il lavoro irregolare nel settore agricolo italiano e il ruolo della filiera agroalimentare

Se hai dei dubbi puoi scrivere o parlare con lo staff di Humus Job.