26 Aprile 2021 / Rete

La Rete d’impresa di Humus Job: respiro nazionale e organizzazione territoriale

Dai Contratti di Rete locali al Contratto di Rete Humus che unisce aziende agricole etiche di tutta Italia per costruire un’agricoltura sostenibile e condividere strumenti e attrezzi nei vari distretti territoriali.
Come ci spiegava l’avvocato Riba, consulente legale di Humus Job, nell’articolo Reti d’impresa agricole: strumenti per aumentare la sostenibilità., il Contratto di Rete è uno strumento offerto dalla nostra legislazione che può dare una risposta concreta alle piccole e medie imprese per accrescere la propria sostenibilità e competitività sul mercato.

Humus Job ha iniziato più di 3 anni fa a occuparsi di contratti di rete in agricoltura quando il Team è entrato in contatto con un gruppo di aziende della Valle Grana (CN) che stava sperimentando proprio questa formula di collaborazione per ampliare le progettualità delle singole aziende, per promuovere insieme il territorio, per condividere le risorse riducendo costi e sprechi.

Il contratto di rete è in qualche modo uno strumento che permette di accrescere la sostenibilità delle piccole e medie aziende senza necessariamente doversi ingrandire ma puntando alla collaborazione come elemento di espansione. Un’espansione che non è più del singolo ma di un gruppo. La famosa massima “l’unione fa la forza” può sembrare banale ma rende molto bene l’idea delle possibilità che regala questo strumento e dà alla forza il significato di aumento della competitività sul mercato, di mantenimento della sostenibilità ambientale e accrescimento di quella sociale.

© Paolo Saglia

Il Contratto di Rete Humus è una rete d’impresa, costituita da Humus Job il 24 dicembre 2020, che ha un respiro nazionale ed è organizzata in gruppi territoriali. Ma prima di ogni cosa è una rete di valori comuni.
Non unisce soltanto aziende agricole. Piuttosto, connette persone che condividono una visione e valori comuni per un’agricoltura rispettosa dell’ambiente, attenta a tutte le persone coinvolte nella filiera e sostenibile anche dal punto di vista economico.
Questi valori si traducono in un modello alternativo che permette alle aziende che ne fanno parte di diventare massa critica per contrastare logiche economiche di una filiera che penalizza i piccoli produttori.

I prezzi dei prodotti che arrivano sulle nostre tavole sono imposti dal mercato e condizionati da pratiche – sleali e perverse – come le aste elettroniche inverse (o al doppio ribasso) o quelle del sottocosto sui prodotti alimentari freschi e deperibili (vedi articolo Lavoro equo e regolare: piccoli passi di consapevolezza). Questi sono meccanismi che strozzano i produttori, soprattutto quelli medio-piccoli i quali, per sopravvivere, sono spesso costretti a tagliare sui costi della manodopera.
Per questi imprenditori agricoli, avere un contenitore che faccia da cassa di risonanza delle proprie istanze e dentro cui crescere come massa critica è fondamentale per trovare una strada diversa al taglio sul costo del personale dipendente. 

Il Contratto di Rete nazionale rappresenta dunque uno strumento fondamentale non solo per condividere strumenti, mezzi, manodopera, risorse, canali commerciali ma soprattutto per costruire e rafforzare un’idea di agricoltura sostenibile in ottica sistemica, unire le forze e le idee e porsi, nel panorama economico e nella filiera agroalimentare come soluzione realmente alternativa.

Una soluzione alternativa che trova come interlocutori privilegiati i consumatori già attenti alla sostenibilità dei prodotti (come vengono coltivati a livello ambientale e sociale) ma che può far crescere la propria voce e farsi ascoltare anche ad altri livelli.

Agricoltura sostenibile, intesa in ottica sistemica significa considerare la sostenibilità sociale, ambientale ed economica come fattori imprescindibili del fare agricoltura e come elementi strettamente interconnessi.
Il Contratto di Rete Humus unisce dunque aziende che ruotano attorno al complesso mondo agricolo e permette, a chi ne fa parte, di condividere risorse, attrezzature, manodopera, ma soprattutto progetti, sogni e anche difficoltà e delusioni con l’obiettivo di trovare, insieme, soluzioni innovative ed etiche.

L’idea di un contratto di rete nazionale nasce dal dialogo che Humus Job ha creato e mantenuto in questi anni con le numerose aziende incontrate. Aziende di dimensioni diverse (ma sempre più o meno piccole), che coltivano cose diverse e in zone diverse della nostra penisola, in aree interne in montagna o affacciate sul mare, con qualche collaboratore o a conduzione familiare, aziende ortofrutticole, di allevamento, di trasformazione, agrituristiche.
Aziende diverse ma con un denominatore comune: attenzione all’ambiente e alle persone e voglia di collaborare e diffondere un modello alternativo di stare nei campi e fare agricoltura.

Negli anni Humus Job ha supportato alcune aziende agricole nella creazione di contratti di rete locali, ha dato consulenze in merito a questo strumento funzionale e intelligente ( e sottoutilizzato in agricoltura ).
Collaborare, però, non è una cosa scontata bensì un processo che richiede tempo, dedizione, cura delle relazioni e dell’altro; collaborare significa trovarsi, mettere sul tavolo le istanze di ciascuno, fare sintesi, cedere un pezzo di sé per incontrare l’altro; condividere richiede un lavoro costante di ascolto, scambio, confronto, organizzazione.

Le aziende che Humus Job ha incontrato in questi anni sentono forte questo bisogno di collaborazione e altrettanto forte il desiderio di costruire, insieme, un modello di agricoltura differente. Sono aziende che già praticano nel quotidiano questo modello ma sono anche imprenditori agricoli che, nel quotidiano, faticano a trovare il tempo per seguire la burocrazia che, seppur non eccessiva, è necessaria per mantenere attivo e funzionante un contratto di rete; aziende che non riescono, soprattutto quando l’agricoltura esplode e i campi richiedono le massime attenzioni, a rilanciare progettualità e collaborazioni comuni tra i retisti, a trovare il tempo per coordinare le condivisioni o per confrontarsi.
Spesso inoltre alle aziende mancano gli strumenti per affrontare le problematiche che porta il continuo relazionarsi e il lavorare insieme. E laddove gli strumenti ci sono (capacità di gestione dei gruppi, competenze in materia di facilitazione ecc..) non è scontato che un retista, senza faticare personalmente e senza perdere l’imparzialià, riesca a gestire le dinamiche relazionali del gruppo di cui fa parte egli stesso. 

© Paolo Saglia

Per questo Humus Job ha pensato che portare l’esperienza del Team nella gestione e facilitazione dei gruppi, uno sguardo esterno alle difficoltà pratiche di chi fa e vive l’agricoltura tutti i giorni, avrebbe potuto essere un valore aggiunto importante.
Un attore esterno focalizzato sul managing di rete è sicuramente più funzionale a una rete di impresa che si autogestisce perché il terzo garantisce la continuità del coordinamento anche nei periodi dell’anno in cui le aziende sono più concentrate su altre azioni nei campi che non possono essere procrastinate.

La forza del Contratto di Rete Humus è racchiusa in questa breve frase: presenza locale e respiro nazionale.

Presenza locale significa relazione, incontrarsi, discutere e avere a disposizione dei gruppi territoriali un Team di professionisti della facilitazione e del managing di rete.Vuol dire che ogni gruppo territoriale può lavorare insieme per creare regolamenti interni calati e corrispondenti alle esigenze delle specifiche realtà, cogliendo così l’essenza di ciascun territorio – pregi e difficoltà – e facilitando le collaborazioni.
Presenza locale significa condivisione fattiva di mezzi di produzione e trasformazione, di trasporto, manodopera, campi e strumenti.
Respiro nazionale, invece, significa offrire alle aziende la possibilità di incontro e scambio anche con realtà lontane, diffuse in territori molto diversi, portatori di difficoltà e risorse altre; significa mettere in condivisione buone pratiche, collaborare su livelli più ampi per esempio per linee commerciali e marchi comuni, per partecipare a fiere nazionali con un peso maggiore, significa scambiare idee e progettualità.

Un coordinamento esterno diventa un elemento imprescindibile e funzionale a tenere insieme e far dialogare i due piani: un coordinamento della rete nazionale, riunioni dei gruppi territoriali facilitate, gestione della burocrazia e delle risorse condivise, scouting di nuove aziende e canali commerciali alternativi ed etici per le aziende aderenti, coordinamento del Job Sharing, promozione.
I servizi che Humus Job offre alle aziende che aderiscono al contratto di rete sono molteplici e spesso interconnessi tra di loro, e per venire incontro alle aziende le opzioni disponibili sono modulari.
I servizi, infatti, sono suddivisi in base ad aree di interesse: dal suo osservatorio di anni, Humus Job ha effettivamente potuto constatare quanta differenza di esigenze ci sia tra le aziende: alcuni piccoli produttori non hanno necessità di nuovi canali commerciali perché le loro produzioni non coprirebbero ulteriori mercati e non hanno una volontà di espansione; altre aziende, al contrario, hanno necessità di nuovi mercati ma che riconoscano il valore sociale dei prodotti coltivati; alcune aziende ricercano nelle reti la possibilità di scambio e confronto su temi e valori comuni, un contenitore meno pragmatico ma di dialogo ed empowerment e advocacy; molti piccoli imprenditori, ricercano nella collaborazione la possibilità di scambiarsi strumenti e mezzi e manodopera al fine di ottimizzare alcuni costi e ridurre sprechi.

È per questo motivo che l’ingresso nel Contratto di Rete Humus dà la possibilità all’azienda di scegliere i servizi che più rispondono alle proprie esigenze e, differenziando anche i costi, alle proprie possibilità economiche.
Il contratto di rete è come abbiamo detto uno strumento grazie a cui le imprese (minimo due) si impegnano a collaborare per la realizzazione di un programma di attività (“programma di rete”) per perseguire obiettivi strategici di accrescimento della capacità competitiva e innovativa delle imprese aderenti.
Il contratto di rete, grazie al regolamento, permette di costruire intorno alle aziende aderenti il contenitore perfetto: il contenitore e lo strumento che più risponda alle differenti esigenze del singolo nell’ottica, però, di una visione comune. 

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